Una manovra da 30 miliardi lordi con interventi di spesa a favore della crescita del sistema produttivo per oltre 10 miliardi. Una parte rilevante del decreto legge recante “disposizioni urgenti per l’equità, la crescita ed il consolidamento dei conti pubblici approvato ieri dal CdM e che il Presidente del Consiglio ,professor Monti, ha invitato a considerare il “decreto salva Italia”, è riservata all’ulteriore riforma del sistema previdenziale. Dal 1° gennaio 2012 i versamenti contributivi concorreranno a formare i trattamenti pensionistici con il metodo di calcolo contributivo. Pertanto, anche coloro che, avendo più di 18 anni di anzianità nel 1995 hanno conservato il calcolo della pensione con il metodo retributivo matureranno le quote future, pro-rata, applicando il calcolo contributivo. Viene superato il farraginoso sistema delle “finestre” per l’accesso ai trattamenti pensionistici e quello delle “quote” per il pensionamento di anzianità, con un generale innalzamento dei requisiti, anagrafici e contributivi che comprende l’accelerazione dell’avvicinamento dell’età pensionabile, per le lavoratrici del settore privato, a quello dei colleghi maschi. Si adotta, però, un sistema flessibile che consente di scegliere, attraverso un sistema di incentivi e disincentivi, fra una età minima ed una massima di 70 anni. Dal primo gennaio 2012 l’età minima per l’accesso alla pensione di vecchiaia delle donne del settore privato si posizione a 62 anni, con l’anticipo al 2018 dell’allineamento del requisito anagrafico a quello stabilito per gli uomini (minimo 66 anni dall’1.1.2012). Cambia profondamente il pensionamento di anzianità che sarà possibile solo con il requisito contributivo dei 40 anni che, si allinea, però a quanto in vigore attualmente grazie all’intervento delle c.d. “finestre”. Le lavoratrici potranno, pertanto, accedere al pensionamento di anzianità avendo 41 anni ed un mese di anzianità contributiva, mentre un anno in più è richiesto per i lavoratori che per l’anzianità, dall.1.1.2012 dovranno avere contributi per 42 anni ed un mese. Chi vorrà anticipare il pensionamento dovrà accettare il calcolo dell’intero trattamento con il metodo contributivo. Frale misure che più solleveranno polemiche si può immaginare che rientri il blocco della rivalutazione annuale delle pensioni in base all’inflazione: nel 2012 saranno rivalutati per intero i soli trattamenti minimi, mentre la rivalutazione sarà parziale per le pensioni di importo compreso le tra 486 euro e 936 euro al mese mentre per gli assegni superiori ci sarà il totale congelamento rispetto all'inflazione. La rivalutazione parziale dovrebbe essere finanziata con gli introiti dell’imposta di bollo dell’1,50 per cento che è stata introdotta sui capitali “scudati”. Salgono le aliquote contributive nei regimi c.d.privilegiati, nei quali l’aliquota di computo è superiore a quella contributivo, come nel caso di commercianti, artigiani, coltivatori diretti. Nei settori che fruiscono di trattamenti pensionistici particolarmente favorevoli quali il Fondo volo ed il Fondo Elettrici, è introdotto un contributo di solidarietà volto a ridurre i privilegi di cui questi settori godono.
Il lavoratore che abbia maturato entro il 31 dicembre 2011 i requisiti di età e di anzianità contributiva previsti dalla normativa vigente prima della data di entrata in vigore della presente legge, ai fini del diritto all'accesso e alla decorrenza del trattamento pensionistico di vecchiaia o di anzianità, nonché della pensione nel sistema contributivo, consegue il diritto alla prestazione pensionistica secondo la predetta normativa e può chiedere all'ente di appartenenza la certificazione di tale diritto.
Rimangono fuori dal calcolo contributivo che, comunque non sarà retroattivo, sole le Casse di categoria dei professionisti che godono, in tal senso, di totale autonomia. Purtuttavia il Governo preannuncia una intensificazione dei controlli sulla sostenibilità finanziaria di dette Casse, con possibili interventi qualora si manifestino irrisolte situazioni di insostenibilità del sistema.